"8 Marzo" Festa della Donna la GUERRA dentro la GUERRA
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“8 Marzo” Festa della Donna la GUERRA dentro la GUERRA

“8 Marzo” Festa della Donna la GUERRA dentro la GUERRA : la violenza brutale contro la Donna.

Ho affrontato su questo blog il dramma della violenza contro le donne, pochi mesi fa.

Infatti, in occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle donne, ho pubblicato un podcast, ed un Post per chi, più che ascoltarmi, preferisca leggere.

Il pod cast, versione audio dello stesso post, è così, desolatamente, attuale, anche “alla luce della guerra Russia-Ucraina” che imperversa, che ho deciso di riproporli entrambi, nel senso che vi invito ad andare a risentire il podcast o rileggere il post, perchè il nocciolo duro su cui verte tutta la questione della violenza, ad ogni livello, in qualunque modo si manifesti nei confronti della Donna, si riconduce, sempre, ad una parola che è riportata nella frase finale del podcast, sulla Giornata Internazionale contro la Violenza sulle donne.

RISPETTO

Si la parola è RISPETTO, ovvero il grande assente in tutte le storie, finite male, che riguardano i rapporti femmina-maschio.

Tuttavia, quanto detto sopra non spiega ancora perchè io usi il termine “attuale” anche “alla luce della guerra Russia-Ucraina”?

Uso il termine “attuale”, nell’azzardare una previsione, la cui ovvietà mi deprimeva e che si sta, era prevedibile, verificando.

Mi riferisco alle violenze, agli stupri nei confronti delle donne, durante le guerre, in ogni epoca storica.

“8 Marzo” Festa della Donna la GUERRA dentro la GUERRA

Ed è per questo che il richiamo alla violenza nei confronti delle donne (anche) durante i conflitti bellici, fin dalla notte dei tempi, è tristemente pertinente, in particolare in questi ultimi giorni, in un Post sull’ “8 Marzo”

Perchè la violenza sulla Donna, secondo il mio punto di vista, derivante da una lunga analisi, su cui mi piacerebbe confrontarmi con studiosi del ramo (e mi piacerebbe ci si soffermasse su questo e che ci si soffermassero soprattutto i maschi) è questione Ancestrale, Primordiale.

Nasce con l’Uomo. Almeno secondo me.

Ed anche la guerra non è altro che manifestazione dell’istinto Primordiale, Ancestrale della prevaricazione, di un individuo su di un altro per sottrargli un “POTERE” costituito, di volta in volta, da terre, o oro, o beni, o le sue donne.

Eccole lì, le donne, ogni volta che c’è da offendere in ambito più piccolo (e va detto ahimè proprio famigliare) o durante un evento bellico, sono prese di mira.

donna sofferente

Ecco l’intreccio della guerra, con la violenza sulle donne, anche in questo ambito, per sottrarre da parte di un maschio prevaricatore, al maschio da prevaricare, il potere.

Però, se durante un evento bellico lo strupro può essere letto, non solo come sottomissione della donna all’uomo, anche come arma per prostrare l’avversario maschio da far soccombere, piegandolo anche psicologicamente, offendendo le sue donne, non si comprende, quando non sia in corso una guerra, questa perseveranza, da sempre, della prevaricazione del maschio sulla femmina.

O forsi si!!

Mi vien da interpellare gli uomini, perchè riflettano su cosa di prezioso, per un uomo, possegga una donna, da prenderglielo con la forza?

E ciò riferendomi sia alla violenza fisica in senso stretto, ma pure a qualunque obbrobriosa, vergognosa, meschina, vigliacca, forma di violenza sulla donna in quanto donna e volta a schernirla, intimidirla, offenderla, in una parola violarla.

Altrimenti, se è vero che siamo davvero inferiori, perchè tanto accanimento nel volerci, sopraffare, dominare, ridurre in schiavitù, mutilarci sessualmente, violentare, uccidere?

Sono cruda, ma realista.

Non posso pensare nello scrivere questo post, a mimose, fiori e pensierini.

Soprattutto alla luce del dato, più importante e avvilente, che non cambia mai NIENTE.

Torno al quesito: quale potere vorrebbe strapparle un uomo?

Perchè un potere, un qualcosa, lo dobbiamo pure avere!

E la nostra presenza un disturbo lo deve pur creare a quell’uomo che arrivi ad odiare la donna così tanto da volerla offendere, malmenare, sopprimere, violentare!

In una parola farla sparire come mettendo in pratica una macabra magia.

E perchè? Certo sono domande difficili.

Io le lancio a voi gentili uomini, quelli perbene, che verranno a leggere nel mio Blog il post o ad ascoltare il podcast.

E spero, di toccare la parte più profonda del cuore di ciascun maschio.

Perchè il cambiamento, parte anche da voi.

E per iniziare può bastare il senso di deflagrante vergogna che dovrebbe provare un uomo nel VIOLARE in qualunque, infame modo, una DONNA.

Si l’ho già detto.

Eppure, col cuore che stilla sangue, mi tocca ripeterlo.

E non esagero a dire che il cuore mi stilla sangue, poichè lo dico pensando di rivolgermi al marito della donna violentata. Al cuore di quel marito, che magari se la ritrova tra le braccia stuprata, o su un lettino di un obitorio.

Penso allo strazio di un figlio, la cui madre viene uccisa da un padre-padrone, davanti ai suoi occhi spalancati, per sempre, sull’orrore più devastante che si possa provare.

Quello stesso figlio cui, forse, quel padre, col suo deleterio esempio, avrà ucciso, inesorabilmente, la sua possibilità di essere un uomo perbene che non Violerà mai una donna.

E che quindi (non sempre, ma spesso accade) a sua volta, la colpirà verbalmente, e/o fisicamente, e/o la violenterà e/o la ucciderà.

Invece di amarla ed esserne amato e di proteggerla e custodirla.

Per gioire di essere a sua volta, nel proteggerla, custodito e amato.

E quindi, finendo nel violarla, per precipitare con lei in un inferno, nel tentativo di distruggerla come persona.

Bisogna riflettere sul significato del verbo violare giacchè non si può più sentire che tutto ciò che offenda una donna è una piccolezza.

Ovvero che uno schiaffetto, una pacca sul didietro, che brucia meno, di quanto bruci l’umiliazione del gesto greve, è uno sciocchezza perchè il tronfio maschio, di turno ad aprir bocca, ha decretato che tale è)

Il termine Violare quindi è appropriato usarlo ogni volta che si ravvisi ciò che è riportato nell’articolo 1 della Dichiarazione sull’Eliminazione della violenza contro le Donne, emanata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 1993. Secondo questo articolo, la violenza, perpetrata contro una donna, si ravvisa ogni volta che essa, in base alla sua appartenenza al genere femminile, venga fatta oggetto di atti, volti alla coercizione della propria libertà.

O di minacce, di molestie e apprezzamenti volgari e degradanti.

Di abusi psicologici e/o sessuali, schiavitù, mutilazioni genitali. E per finire Stupri. Assasinii.

Detto questo , non avendolo ancora fatto chiedo scusa, PROFONDAMENTE scusa, agli Uomini quelli veri, quelli perbene, che si frenano, sul serio, che si bloccano, che non alzano le mani, che riflettono, che RISPETTANO.

E torno, un attimo alla guerra, intrecciata in questi giorni per via della violenza sulla donna come bottino di guerra da predare e da sottomettere.

E ciò nel solco di un disegno criminale e orripilante di annientare la donna stessa, in quanto tale, ed in quanto donne dei maschi avversari, essi stessi da piegare tramite gli stupri alle loro compagne, per acquisire il potere, sottoforma di terra, di posizione geografica strategica.

Allo scenario quotidiano di soprusi, abusi e violenze perpetrate sui corpi e sui cuori delle donne, bisogna aggiungere che le violenze nei confronti degli inermi in genere e sulle donne sono sempre esasperate dalle circostanze avverse.

Quindi, si amplificano e trovano ulteriori terreni di sviluppo anche in scenari di povertà, di fragilità particolare.

Ed ancora, penso e sento, come una mano che mi schiaccia sul petto, allo sfruttamento sessuale, alla riduzione in schiavitù, alle mutilazioni sessuali, e non ultimi stupri.

E le guerre non fanno eccezione nell’esasperare situazioni critiche.

La cosa che mi fa dispiacere e male di più, è che, anche al di fuori di un contesto di guerra, come ci troviamo ora, “l’8 marzo in sè, noto, ormai, come “Festa della donna”, non porterà, nemmeno quest’anno, nessun vero cambiamento.

Esso non darà il là a nessun reale impegno, perchè non smuoverà la coscienza di quegli uomini (tanti e insospettabili) che non sono disposti a rinnegare, con i fatti, che a parole, son bravi in tanti, per impegnarsi a cambiare loro stessi e a rinnegare la cultura della sopraffazione dell’uomo sulla donna.

Perchè se si vuole essere onesti, il dato evidente, e per prima agli uomini, è sempre lo stesso, immutato da sempre, per molti maschi.

Il vestito comodo e indecente che molti maschi (ancora, attenzione non tutti gli uomini, infatti parlo di maschi, ma ancora tanti) amano indossare, è quello del predatore.

Lo so, vado in controtendenza, in un giorno in cui si parlerà di mimose e pensierini.

Che poi è pure giusto e ne ho parlato anche io l’ 8 marzo scorso sul mio Blog.

Pure giusto, perchè tenero, affettuoso, ed è pure bello così e saggiamente mi viene da dire, pure opportuno per dare una mano ai commercianti nel dopo Covid, per esempio.

Certo, va bene l’omaggio, il pensierino, il dono, l’attenzione, ma non tanto per fare, per dire, e un giorno solo e poi basta.

Ci vuole una svolta. Un cambio deciso, serio.

Impegno, in politica, nel sociale, nelle scuole.

All’asilo. Si, credo, si debba cominciare da lì.

Di più si deve cominciare da prima, nel ventre della mamma, e che non venga invece, preso a calci dal compagno.

Che pure accade.

Ci vorrebbe una politica di intenti volta a cambiare la mentalità maschile (e pure un pò quella femminile che tende un pò a volersi percepire, “meno”.

E tende a passare questo messaggio alle figlie femmine.

Ed uno sforzo tocca pure agli uomini, già detto nel post contro la violenza, ma serve ripetere.

Gli uomini che sono padri di figli maschi, hanno il dovere morale di fare “capire” ai loro figli maschi.

Che le donne non si toccano…

Perchè esse non devono diventare il mezzo, attraverso il sollazzo, infame, di uomini-bestie per vincere una guerra tra i sessi, nella quotidianità dei nostri tempi tra femmina e maschio con la prevaricazione di quest’ultimo in situazioni cosiddette di normalità.

E nemmeno il mezzo come bottino di guerra, durante gli eventi bellici per piegare l’avversario e fiaccarlo anche dal punto di vista psicologico.

E se sono essi stessi predatori, ma sono diventati, indegnamente genitori, devono farlo per amore di quel figlio, devono cambiare.

Devono farsi curare.

BASTA. Non si può più sentire che continuiamo ad essere invasi da questa ondata di violenze inaudite nei confronti delle donne.

E poi ci stupiamo della guerra?

Sono solo io che ci vedo un sottile legame?

Basta la violenza.

Basta la prevaricazione.

La sottomissione. Le urla superbe. Aggressive.

E basta le pene, talmente lievi, da essere indecenti.

Ci vogliono percorsi di formazione per i maschi.

Percorsi di recupero per i maschi che, veramente, vogliano cambiare.

Ci vuole l’educazione all’approccio corretto verso le femmine da parte dei maschi, insegnato nelle scuole. Ci vogliono opportunità, nel lavoro, che affranchino la donna dalla sudditenza oscena, deprimente e umiliante all’uomo. Perlomeno quando è forzata.

E comunque quando il maschio usi la sua posizione di maschio, unico lavorante, come mezzo per tenere in sottomissione la donna.

Tornando alle profumate mimose offerte a volte come gesto nemmeno sentito, perchè non offerte insieme alla promessa di un impegno a trattenersi sempre, direi ma regalatecele pure due mimose!!

Con un pizzico di profumata cavalleria ed un sorriso d’amore.

Che vi ricambieremo, con un sorriso più grande.

Lo ripeterò fino allo sfinimento. Il maschio deve imparare a contenersi.

Con le mani, con la bocca e con il resto. Altrimenti è garantito sulla slavina ci svivolerà, in corsa verso l’inferno, insieme alla donna cui avrà cercato di distruggerne per sempre l’anima. Riuscendoci.

Giacchè, per una donna, tornare indietro al prima sarà impossibile.

Ora vi saluto tutti gentili amiche ed amici. Vi auguro una notte serena anche se non è semplice per i tristi eventi di questi giorni difficili.

Aggiungo che spero, come tutti voi, con tutto il cuore, che questa pena di vedere o immaginare, per chi non riesca a rimanere a lungo davanti alle tv o sui social, a sopportare lo strazio del dolore dei feriti o della morte di tanti fratelli e sorelle persone belle e care come noi, che possa finire al più presto.

Ancora buonanotte, cari amici

Fataviola…. triste

Chi sono ? Sono una persona sincera, empatica, fantasiosa. Amo viaggiare (a volte anche solo con la testa in compagnia del cuore). Amo la Natura, l'Arte, la Musica, la Danza, la Poesia e la Bellezza, che cerco di trovare ovunque. E sono me stessa. Ho, come tutti: difetti, qualche pregio e amo tanto la vita che, come capita, un pò ci accarezza, un pò ci prende a sberle. Questo BLOG, di cui sono Founder e Content Creator, nasce per scrivere di quelle piccole e grandi cose meravigliose che accadono lungo la nostra strada della vita. Perciò scriverò di Arte, Natura ed altro come dicevo all' inizio... Ma anche di Attualità e cose pratiche come Salute, Star bene con sè, Problemi, Scoperte. E le Novità che questo nostro "vivere" ci porta in dono ogni giorno "vivendo", sperando di riuscire a farlo, sempre con un pò di lievità...

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